L’asino del diavolo

Fra poco inizierò a lavorare alcuni shot per il mio amico Simone Contu, che ha da poco terminato le riprese del suo secondo mediometraggio. L’idea è unire “L’Asino del diavolo” al precedente “Sa regula” in un unico lungometraggio. L’altra idea è partecipare al festival di Berlino anche se i tempi per la postproduzione stringono. Il plot fantasy-folk (nda) offre numerosi spunti di riflessione visiva, e fra gli interventi sicuri, una lunga notte americana e due nani alla guida di una vasca volante. Colgo l’occasione di ringraziare Simone per avermi fatto scoprire una piccola e stupenda parte della sua terra.

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Sinossi

Vincenzo Pani giunge in Sardegna al seguito di mamma e papa’, emigrati nell’isola dove Marco, il padre, va ad insegnare nella scuola media di un paesino di montagna. Nato e cresciuto a Roma, il bimbo conosce dell’isola solo ciò che gli raccontava il vecchio nonno paterno, che gli insegnò pure la lingua. A seguito di un turbolento incontro con una banda di monelli, Vincenzo scommette che si presenterà a scuola in groppa ad un bellissimo cavallo bianco.

Dopo aver inutilmente cercato di ottenerne uno dai genitori, una notte una vecchia, tzia Antona, gli racconta che Malaora, il diavolo, ha promesso che, a chiunque gli riporterà un asino magico rubatogli dalle anime dei bambini morti, egli esaudirà qualunque desiderio. Quella notte presenze misteriose abitano la stanza di Vincenzo e lo attirano fuori di casa. Due nani beffardi, Brulla e Bellu, si offrono di accompagnarlo a recuperare l’asino magico, suggerendogli di restituirlo a Malaora ed in cambio averne un cavallo col quale vincere la scommessa. In un batter d’occhi si ritrovano sulla cima del Gennargentu e da lassù i nani gli danno le indicazioni per compiere il suo viaggio nei territori delle Terre Sterili, spiegandogli quali prove dovrà affrontare per portare a termine la sua missione.

Simone Contu

Nasce a Cagliari nel 1970 e studia Filosofia a Milano presso l’Università Cattolica, laureandosi con una tesi sulla performatività teatrale del canto a Tenores ed inizia lì anche gli studi cinematografici, diplomandosi in Produzione presso la Civica Scuola di Cinema nel 2001. Si trasferisce poi a Roma, maturando qui un’esperienza nel campo del cinema e della televisione , lavorando con società come Rodeo Drive, Cattleya, Nova Film e Pablo di Gianluca Arcopinto, prima come segretario, poi come ispettore di produzione. Tra i lavori di maggior rilievo: alcuni film di Aldo, Giovanni e Giacomo (“Tu la conosci Claudia?” e “La leggenda di Al, John e Jack”), registi come Terry Gilliam (“Nike secret tournement”), Andrea Manni (“Il fuggiasco”, “Troppi equivoci”), Pasquale Pozzessere (“La porta delle sette stelle”), Marco Ponti (“A+R Andata e Ritorno”), Andrea Barzini (“Passo a due”), i Manetti Bros (“Il bambino e la Befana”, “Morte di un Confidente”), Gianfranco Cabiddu (“Disegno di Sangue”), Gianluca Tavarelli (“Non prendere impegni stasera”) e Luca Miniero e Paolo Genovese (“Nessunmessaggio in segreteria”), “Sa regula”, cui verrà unita la seconda parte (“L’asino del diavolo”), nasce da una lunga riflessione e da un approfondito ed appassionato studio della cultura sarda.

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